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“Soley” è il primo lavoro di Gregory Privat con la sua etichetta discografica Buddham Jazz.
In quest’album, che lui ha voluto sconfinato, il pianista e compositore rivela 15 brani arrangiati per trio e profondamente ancorati alla ricchezza musicale del jazz, delle musiche caraibiche, della musica elettronica e della voce.

GRÉGORY PRIVAT Pianoforte, Nord Stage 2, Voce, Composizione
CHRIS JENNINGS Contrabbasso
TILO BERTHOLO Batteria

Nonostante una passione per la musica nata in tenera età, dalle lezioni di musica classica sul pianoforte di famiglia e dai dischi jazz che suo padre ascoltava, Grégory Privat ha dedicato inizialmente le sue energie a una carriera ingegneristica. Di quest’esperienza, che paradossalmente lo ha reso consapevole della necessità di tornare al suo primo amore, conserva oggi un sano gusto per la tecnologia e l’innovazione.
Inizia così la sua avventura artistica che lo ha visto costruirsi un nome nel panorama del jazz francese, grazie alle sue doti di pianista oltre che di compositore, con dischi al limite del jazz e della musica caraibica come “Ki Koté” (Gaya Music Production, 2011), “Tales of Cyparis” (Plus Loin Music, 2013) poi "Luminescence" (Jazz Family, 2015) che gli è valso il titolo di Révélation alla cerimonia Les Victoires du Jazz prima di pubblicare il notissimo “Family Tree” (2016) sulla prestigiosa etichetta discografica Act Music.
Un riconoscimento e un successo ai quali Grégory Privat, sempre guidato dal desiderio di indipendenza e di nuovi orizzonti musicali, rifiuta di essere incatenato, tanto da lasciare l’etichetta tedesca per fondare Buddham Jazz e accogliere con questa “Soley”, la sua prima produzione.

“Soley”, il cui titolo rimanda al simbolo di luce che induce speranza, riflette quest’audacia e non assomiglia a nessuno dei suoi lavori precedenti: qui scopriamo un universo ibrido dove convivono e si intrecciano jazz, musica caraibica, musica elettronica, pianoforte e sintetizzatori, l’eredità del trio jazz, la tradizione della musica classica e della canzone.
Perché, per la prima volta, Grégory Privat si rivela anche come cantante e apporta a “Soley” una dimensione vocale tra lo strumentale e la narrazione che, finora, aveva donato solo ad altri o utilizzato esclusivamente sul palco e che ora invece conferisce alla sua musica una forza emotiva più grande che mai.
Per dare vita alla sua visione, ha formato un trio i cui contrasti riflettono quelli di questo album, che voleva senza limiti. Il batterista Tilo Bertholo (Jowee Omicil, Ralph Lavital) che già ha suona in "Family Tree" è tornato a mettere in relazione “Soley” con la musica dell’India occidentale e il groove afroamericano mentre il contrabbassista Chris Jennings (Joachim Kühn, Dhafer Youssef) si avvale sia dalla sua formazione classica che dalla sua esperienza jazz.
I 15 brani di questo album, firmati dal pianista e arrangiati per il trio, attingono alla
ricchezza musicale di una cultura afro-caraibica segnata anche dalle atrocità della schiavitù.
È una musica piena di speranza, ottimismo e un’intensa energia vitale.

www.gregoryprivat.com

SOUNDCLOUD « SOLEY

SOLEY / EPK:

GREGORY PRIVAT TRIO / DNA SESSION – PARIS 2020